Vox Populi 2.0

giugno 13th, 2011 § 0 comments

La vera battaglia di questa tornata referendaria era se il quorum si fosse raggiunto o meno. Ebbene il dato è che il quorum è stato raggiunto e che, sono un facile profeta, i Si vinceranno in tutti e quattro i quesiti referendari.

Hanno vinto i Si, in maniera legittima ed è giusto che chi è andato a votare festeggi.

I referenda, come le elezioni amministrative di Milano e Napoli, hanno mostrato due nuove verità:

1. che l’icona Berlusconi non tira più come prima;

2. che il web 2.0 ha prepotentemente fatto la sua comparsa sulla scena della comunicazione politica.

Personalmente a me interessa molto questa seconda novità.

Il mitico direttore de il Tempo, Mario Sechi, lo ha tuonato alla riunione dei liberi servi a Roma. Il web si sta muovendo, anche dal lato del centrodestra, sia con la petizione per le primarie e sia la campagna per la rottamazione di alcuni dirigenti del Pdl.

Ebbene o il Pdl, o meglio Berlusconi, capisce subito le ragioni di questa sconfitta, imparando il funzionamento di questo movimento, oppure è destinato a subirne molte altre.

Una parte illuminata e minoritaria del centrodestra, variamente inteso, aveva già compreso la potenza e la capacità aggregante del web 2.0, sono i blogger di Tocqueville.it.

Una bellissima esperienza che non è mai stata cagata dai cd. maggiorenti e da quelli che, con sufficienza, guardavano a noi, ragazzi in pigiama, liberali, conservatori e popolari, che discutevamo, condividevamo e producevamo idee.

“Lasciateci lavorare.”. Era la risposta. Ebbene lo abbiamo fatto. Milano, Napoli ed il quorum sono il risultato. Adesso siete voi che avete bisogno di noi, e non più il contrario. Siete voi ad avere bisogno delle nostre idee, delle nostre passioni e delle nostre competenze.

Noi esistiamo, siamo letti ed ascoltati e sappiamo come fare massa critica sul web. Voi no.

Tirate voi le somme di questo ragionamento.

Siamo di fronte ad un cambiamento epocale, culturale e sociologico. L’era della televisione sta inesorabilmente lasciando il posto a quel rumore di sottofondo che fanno milioni di tastiere che producono e condividono contenuti sul web.

Noi possiamo solo sperare che la vox populi 2.0 venga capita, compresa ed ascoltata.

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