Il deficit di cultura e di dignità…

dicembre 11th, 2011 § 0 comments


A leggere certe notizie viene da chiedersi se i “nostri” onorevoli si siano accorti della situazione esplosiva in cui viviamo.
Se all’interno delle loro autoblu blindate il vento della rabbia e della rassegnazione che spira in Italia sia filtrato, anche se come un refolo.
Se tra una tagliatella ed un astrice, rigorosamente a prezzo calmierato, consumati ai ristoranti di Camera o Senato, se tra un taglio di capelli o una rasatura nel barbiere della Camera, costoro abbiano un minimo di consapevolezza di quanto sdegno la Casta, per usare una felice espressione del duo Stella e Rizzo, susciti nella società.
Se lorsignori credono che in Italia a piangere sia solo la ministra Fornero e non anche migliaia di persone che, comunque, con dignità, cercano di mandare avanti una famiglia o anche la loro stessa vita in maniera decente, allora vuol dire che il diaframma tra noi e loro è quasi impermeabile.
La manovra Monti, ampiamente criticata su questo sito e criticabile, ha imposto sacrifici pesanti proprio ai soliti noti. A coloro che Giuseppe Prezzolini non avrebbe definito: fessi.

Non c’è una definizione di fesso. Però: se uno paga il biglietto intero in ferrovia; non entra gratis a teatro; non ha un commendatore zio, amico della moglie e potente sulla magistratura, nella pubblica istruzione, ecc.; non è massone o gesuita; dichiara all’agente delle imposte il suo vero reddito; mantiene la parola data anche a costo di perderci, ecc. – questi è un fesso. (Giuseppe Prezzolini).

Eppure ci eravamo illusi che, forse, questa volta i fessi avrebbero avuto un minimo di soddisfazione. Quella di veder, anche se in maniera minima, decurtati gli stipendi degli onorevoli italiani.
Quegli onorevoli italiani che, per viltà, per insipienza, per calcolo o per tatticismo, non si sono voluti prendere la responsabilità di guidare il paese, ma hanno preferito farsi commissariare, ovviamente a stipendio pieno, da un governo tecnocratico di professori-colonnelli.
Quegli stessi onorevoli italiani che, poichè non hanno mai avuto una idea propria, hanno ben pensato di prenderla a prestito da Trichet e Draghi e poi si sono furbescamente defilati in una maggioranza extralarge come le famose vacche nella notte nera.
Quegli stessi onorevoli che, non sapendo cosa voglia dire raccogliere il consenso sul territorio, si sono ritrovati, come in un ex voto, assissi su uno scranno di Palazzo Madama o di Montecitorio.
In una politica ridotta a televoto da grande fratello o riffa da festa de l’Unità, gli alfieri della nuova classe digerente italiota sono divenuti gli Scilipoti, i Razzi, i Grassano, le Carlucci, gli Antonione ed i Versace e tutti gli altri, costituzionalmente legittimi e legittimati, emigranti tra destra e sinistra, passando per il gruppo misto talvolta, del Parlamento italiano.
Sarebbe stata bella una legge Bossi Fini anche per loro.
Quegli stessi onorevoli che invocano la fiducia sul decreto legge Monti, perchè il momento è grave e bisogna fare sacrifici, ma poi alla chetichella presentano un emendamento per salvaguardare i loro emolumenti trincerandosi dietro le competenze e l’autonomia del Parlamento.
Ma qualcuno ha fatto loro sapere che il tasso di fiducia degli Italiani nei confronti dei partiti è attualmente al 14%, il punto più basso mai raggiunto ?
Ma qualcuno ha detto loro: “Carissimi onorevoli, avete rinunciato al vostro ruolo, avete accettato di farvi commissariare, barattando gli ultimi scampoli di questa legislatura per gli ultimi stipendi e per raggiungere il vitalizio, adesso anche voi avete da pagare pegno. Un pegno piccolo piccolo.Dovete adeguarvi a prendere la media degli stipendi europei.”.
Non ci vuole poi molto fare la media degli stipendi europei, basta un laureato in statistica, un foglio excel e dati reperibili da internet.
Ma a ben guardare questo deficit, non è un deficit di denaro o di spread.
E’ un deficit di cultura. E’ un deficit di etica, un deficit di tensione morale.
(Forse) esiste un legame di proporzionalità inversa tra cultura della classe dirigente italiana e debito pubblico.
Intellettuali come Frezzolini, Longanesi, Flaiano o Montanelli sono stati espunti dalla coscenza civile in questo eterno presente italiano senza memoria, senza pensiero critico, senza prospettive e senza dignità.

Ci sono fessi intelligenti e colti, che vorrebbero mandare via i furbi. Ma non possono: 1) perché sono fessi; 2) perché gli altri fessi sono stupidi e incolti, e non li capiscono. (Giuseppe Prezzolini)

Amare parole di un tempo amaro che lascia un amaro in bocca…

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Tumblr
  • email
Tags , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cosa stai leggendo?

Il deficit di cultura e di dignità… su Fabrizio Cipollini.

info