20 anni dopo, ancora con il vizio della memoria senza retorica

luglio 18th, 2012 § 0 comments

Venti ann fa moriva Paolo Borsellino, vittima di un vile e vigliacco attentato di mafia.

L’omicidio di Borsellino, per forza (tragica) unita alla morte di Falcone a Capaci, è una di quelle cicatrici inferte dalla prepotenza della illegalità al corpo civile ed onesto dell’Italia perbene.

Una cicatrice dolorosa che il tempo non scalfisce e non guarisce.

Il boato della bomba di via d’Amelio, in quella assolata domenica d’estate, risuona tristemente ancora nelle orecchie di chi non ha voluto, non vuole e non vorrà piegare la schiena alla mafia.

Paolo Borsellino è un esempio di quella Italia che personalmente amo alla follia, quella Italia che, oltre alla speranza, riesce a veicolare valori civili positivi.

Oggi più che mai, in Italia, ci vorrebbero italiani come Paolo Borsellino, con il suo esempio limpido e cristallino.

Purtroppo però non abbiamo nostalgia di coloro che hanno fatto di Borsellino un oggetto di marketing.

Non abbiamo mai amato la retorica della memoria, mai.

Ci siamo sempre e solo fermati a ricordare ed a cercare di pensare.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Tumblr
  • email
Tags , , , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cosa stai leggendo?

20 anni dopo, ancora con il vizio della memoria senza retorica su Fabrizio Cipollini.

info