OLTRE-Berlusconi ?!!?

settembre 1st, 2013 § 0 comments

Il presidente Giorgio Napolitano ha vergato, con un apposito messaggio, la sua opinione riguardo questo convulso momento politico post condanna di Silvio Berlusconi. Lo ha fatto con un messaggio ricco di spunti di riflessione che, ovviamente, i falchi e le colombe di ciascun schieramento hanno letto in maniera diversa e simmetricamente speculare.

Il presidente Napolitano, in un raro esempio di equilibrio, è riuscito a scontentare tutti e quindi, per le regole della politica italiana, ha fatto la cosa giusta.

Ci sarebbe stato bisogno, in una democrazia matura, di un simile messaggio da parte del presidente della Repubblica ? Ovviamente no.

Ma in questo strano e particolare momento politico, niente di normale sembra funzionare.

Il risultato delle ultime elezioni politiche ci hanno consegnato:

1.un partito che è arrivato primo, ma non ha vinto, anzi nell’immaginario collettivo h nettamente perso;

2.un partito che non è arrivato primo, ma ha vinto e di cui la leadership si è nettamente consolidata;

3.un ex premier che, nonostante il tifo europeo e dei giornali politicamente corretti, non ha saputo leggere ed interpretare le pulsioni della società civile stritolata da una crisi culturale ed economica mondiale, e che si è appoggiato a partiti decotti ed abortiti ed ad un associazionismo elitario in nome di un attendismo politico, arrivando quarto;

4.un movimento liquido di protesta che, grazie alla faccia di un comico ed a strategie di guerrilla marketing, ha saputo costruire, sfruttando la rete come mezzo di militanza politica, un fronte dello scontentismo.

Di fronte a questi dati il risultato poteva essere uno solo, cioè le cd. larghe intese, ed è quello che è avvenuto. Tutti sanno che questo stato di cose non è eterno e che, presto o tardi, bisognerà che la dialettica politica ritorni ad agire funzionalmente e correttamente.

Questa condizione attuale, però, può essere usata per piantare quei semi del cambiamento e della innovazione istituzionale e politica di cui l’Italia ha assolutamente bisogno, e non da adesso.

Le risposte, però, non possono risiedere in un nostalgico e ammirato ritorno al passato, inteso come spazio mitico della palingenesi politica e partitica.

Da qualche tempo, su questo spazio, stiamo segnalando la presenza di uno spazio politico e, probabilmente partitico, completamente nuovo.

Una novità magmatica ed anarchica, varia, ma non avariata, confusionaria, ma non confusa, potenzialmente esplosiva.

Una prateria l’abbiamo chiamata, che si è aperta alla destra del centrodestra italiano, dopoché lo stesso centrodestra ha lasciato cadere alcune battaglie storiche ed ha scordato parole d’ordine che, invece, avrebbero dovuto essere parte integrante della propria costituency.

Il problema è proprio questo: al posto di parlare del dopo Berlusconi, bisognerebbe iniziare a discutere ed immaginare l’oltre.

Un oltre che non rinneghi Berlusconi ed il berlusconismo, ma che sappia trarre proficui insegnamenti e consigli da questa esperienza, che sappia analizzare il perché non si è arrivati a quella sospirata rivoluzione liberale, in un momento storicamente favorevole, e che sappia trovare un percorso politico favorevole alla sua realizzazione.

Una rivoluzione che sappia innovare la tradizione, ibridandola, ma senza snaturare, con le nuove opportunità di condivisione e di trasmissione delle opinioni che la tecnologia offre.

Una rivoluzione smart, praticamente.

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