Voterò comunque per Fermare il declino

febbraio 20th, 2013 § 1 comment § permalink

Mentre scrivo queste poche parole, Oscar Giannino si è dimesso dalla carica di presidente di Fare per fermare il declino e dalla Bignardi sta giustamente, e un po’ amaramente, confessando il suo peccato di vanità.  Dimettersi per “colpa” di un finto master a meno di 4 giorni dalle elezioni è un fatto davvero nuovo nel panorama politico italiano. Se poi vieni abbattuto dal fuoco amico di uno che ha fondato un partito insieme a te, come Zingales, la novità diventa eccezionalità. E, in questa italietta, dove chi governa le “città-banche” dice di non aver niente a che fare quandio queste ultime compiono le peggiori nefandezze, dove è possibile comprare una casa senza sapere chi la paga, dove si salva dall’arresto un proprio sodale e poi lo sacrifica in nome dei sondaggi, dove si candidano i figli con lauree false e infermierine in pizzi e burlesque con lauree vere, dove si porta al governo la destronza in tacco 12 che si era candidata contro di te, vantandosi di non avertela data, dove un giornalista va in galera per le cazzate che scrive e poi viene graziato perchè, nonostante un partito amico, non si riesce a varare una legge sulla stampa seria e civile, dove un partito della coalizione fa cadere una giunta regionale e ci si candida in coalizione con questo stesso partito per un nuovo mandato, dove, nonostante tu abbia un ex sindaco universalmente riconosciuto come ottimo amministratore, lo regali ad un’altra coalizione e poi ti incazzi perchè ti porta via i voti, dove, nonostante maggioranze parlamentari mostruose, non si tagliano le tasse, non si semplifica, non si fa crescere l’economia ma in compenso si crea il leviatano Equitalia, dove devi mendicare il voto di due peones per tenere in piedi il tuo governo, dopoche hai cacciato chi si è candidato con te, dove, sostieni per un anno un governo tecnico insieme ai tuoi opopositori e approvi l’istituzione dell’IMU, il fiscal compact ed il redditometro, dove nomini un professore della Bocconi come commissario europeo per ben due mandati, facendo fuori Emma Bonino per nominare Napolitano, dove questo ex commissario europeo divien presidente del consiglio tecnico e, dopoche gli hai offerto anche il tuo partito, si candida contro di te  e diventa il nemico pubblico numero uno, questa è l’italietta dove l’eccezionalità fa paura.

Ebbene Oscar Giannino non ha mai conseguito un master a Chicago e si è dimesso per questa sua colpa. E proprio queste dimissioni rappresentano una sostanziale novità etica e morale nella politica italiana.

Certo potremmo dire che la Santanchè in situazione analoga non lo ha fatto, ma scenderemmo al livello del direttore de il Giornale e , francamente, per il rispetto che porto al suo fondatore, Indro Montanelli, non lo faccio.

Certamente sono un liberale, uno di quei liberali che, dal 1994, ha sempre votato Berlusconi orgogliosamente fino al 2006. Quest’anno vengo additato come liberale purista, praticamente uno che si fa le pippe mentali perchè ho deciso di aderire a Fare per fermare il declino.

Ebbene si, sono un liberale purista ed onanista.

Sogno un rivoluzione liberale dove ci sia meno stato, meno tasse, meno burocrazia, meno privilegi, più scelta, più liberta, più regole e più mercato.

Sono un onanista liberale, impunito, che preferisce vivere delle fantasie di un Oscar Giannino senza master piuttosto che degli incubi socialisticheggianti e colbertistiche di un Tremonti.

Voterò comunque Fermare il declino, perchè questo non è solo economico, è soprattutto culturale.

Voterò comunque Fermare il declino perchè quando purgheranno Sallusti, perchè alla fine toccherà anche a lui, voglio esserci per poter dire: “Benvenuto, amico onanista. Pardon, purista”….

o (Rim)borsi o la vita ?…

aprile 17th, 2012 § 0 comments § permalink

“…Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies.”

Più leggo questa dichiarazione del trio ABC, (Alfano, Bersani e Casini) e più capisco perchè Grillo abbia tanto successo.

Qui non è la mancanza di politica a generare l’antipolitica. E’ ancora peggio: è la peggior politica.  Una politica talmente autoreferenziale ed accartocciata su sè stessa che non riesce a vedere niente oltre l’orizzonte del presentismo e del vivere alla giornata.

La peggior politica che di fronte al popolo che “vuole il pane”, risponde, come si dice abbia fatto Maria Antonietta,:”dategli le brioches”.

Anzitutto ci sarebbe da rilevare che il finanziamento pubblico ai partiti non è stato drasticamente tagliato dalle manovre 2010 e 2011, ma è stato abrogato da un referendum popolare.

Infatti, le norme attuali regolano i RIMBORSI ELETTORALI e non i finanziamenti pubblici. Peccato che la parola “rimborso” non è usata nell’accezione comune, come un ristorno di denaro a fronte di una spesa documentata di uguale entità, ma come un sinonimo di finanziamento pubblico.

E’ come se, durante un viaggio di lavoro, un dipendente ritornasse in azienda e presentasse fatture e ricevute delle spese sostenute per 300 euro. A fronte di queste spese, l’amministrazione della ditta, invece di 300 euro, desse al dipendente 3000 euro. Ricevuta tale somma, il dipendente intascasse tale somma senza batter ciglio.

I partiti italiani si sono comportati esattamente in questo modo.

I partiti, bella parola !

“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale .”

Questo è quello che prescrive l’articolo 49 della Costituzione italiana. Basta leggerlo e confrontarlo con quello che oggi sono i partiti italiani per capire che QUESTI partiti non sono quelli che la Costituzione disegnava.

Ci sarebbe da dire qualcosa sulla “scusa” delle lobbies. Ci asteniamo, perchè è esattamente lo stesso tipo di discorso che facevano gli esponenti della prima repubblica nel momento in cui brillavano i primi fuochi di mani pulite.

Hanno sostituito solamente la categoria dei “ricchi”, con quella delle “lobbies”.

Sappiamo tutti come sono andate le cose e come, il popolo inferocito, spazzò via partiti pluridecennali.

Il vero problema è che, a me, non interessa se un partito spende correttamente il denaro dei rimborsi elettorali, alias finanziamento pubblico, ma che questi denari non vengano elargiti.

Non faccio del (becero) qualunquismo, anche perchè Giannini e il suo Uomo Qualunque era una grande palestra di idee e di cultura e di passione politica.

Un fulgido esempio di buona antipolitica cui, molta antipolitica potrebbe abbeverarsi ed imparare.

Ma la cattiva politiva non impara.

Ed è per questo che è destinata a ripetere gli stessi errori.

Con gli stessi risultati…


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