Il mio voto per l’Europa (ma anche contro)

maggio 24th, 2014 § 0 comments § permalink

Ho deciso di non intervenire durante questa brutta campagna elettorale un po’ per pigrizia ed un po’ perchè, davvero, non sapevo cosa fare.

Certo, so benissimo che questo voto europeo sarà di importanza fondamentale, ma, paradossalmente, è l’europa, questa europa, che sembra non capire quello che c’è in ballo.

Questa europa è, davvero , diversa da quella immaginata da Spinelli e da Schumann.

E’ lontana mille miglia da quella della Thatcher e di Kohl.

Ma questo voto è anche importante per quel che riguarda la situazione italiana. Una situazione italiana che vede la democrazia elettiva commissariata e in stallo tra tre parti in guerra.

Il mio voto, però, andrà a Giorgia Meloni, forse più che a Fratelli d’Italia.

Lo faccio soprattutto per una possibilità, perchè nell’alleanza tra la Meloni e Crosetto ho intravisto, davvero in nuce, la possibilità di una formazione liberal-conservatrice di stampo inglese.

Magari mi sbaglierò, il seme è davvero piccolo e fragile, ma credo che valga un voto.

…purtroppo a livello locale non è possibile fare una lista liberale…

marzo 10th, 2014 § 0 comments § permalink

Chi mi conosce sa che, in tutta la mia vita politica, ho sempre lavorato per poter dar vita ad un movimento liberale (e conservatore) a livello comunale.

Certamente l’ho fatto a mio modo.

Senza cedimenti, senza piaggerie, senza piagnistei, senza clientele e senza annacquare il messaggio di libertà, di sviluppo e di crescita. Magari con crudezza, con cinismo, con poca diplomazia, ma soprattutto con coerenza.

Non ho mai usato la doppia faccia, come sono in realtà, mi sono comportato anche in politica.

Paradossalmente, oggi, che alle Europee finalmente si arriva alla costituzione di una lista dell’Alleanza Liberal-Democratica Europea, sono qua a scrivere che, ad Ascoli, non è possibile costruire un simile raggruppamento.

Non è possibile perché le fondamenta di un tale raggruppamento poggerebbero su un terreno molle, troppo molle.

Anzitutto perché un tale movimento deve avere un orizzonte temporale, per essere solido, molto maggiore delle prossime elezioni comunali.

Un simile orizzonte temporale è troppo lungo se il fine è costituire un comitato elettorale, ma troppo breve se invece si ha, come me, l’ambizione di fare un movimento.

Il secondo motivo ostativo è la coerenza valoriale ed ideologica.

E’ difficile, infatti, pensare di mettersi insieme a persone che in pochi anni sono passati da Rotondi a Casini, passando per Berlusconi e Lombardo, per poi finire a Montezemolo o a una scelta civica senza Monti ?

Difficile, se non impossibile.

In Scelta Civica, infatti, dopo la scissione dei popolari di Mauro e l’abbandono di Monti, c’è un nocciolo di esponenti liberali, come Enrico Zanetti, Benedetto Della Vedova e Pietro Ichino che coerentemente portano avanti l’idea di un rassemblement liberaldemocratico, perché ci credono.

In Ascoli c’è chi sta usando il simbolo di Scelta Civica come un adesivo da mettere su una giacchetta elettorale, destinata ad essere gettata il giorno dopo.

Noi, autenticamente liberali, invece vogliamo metterci in cammino esattamente dal giorno dopo, poichè abbiamo oggi una ambizione molto più grande del partecipare alle prossime elezioni.

Noi vogliamo costruire una Ascoli libera e coraggiosa che non abbia paura di guardare il suo futuro ed esserne non solo all’altezza, ma addirittura superiore.

Una città capace di essere leader nelle Marche sfidante e motivante.

Oggi non ci sono le condizioni per costruire un tale raggruppamento, ovviamente, non appena qualcuno leggerà queste mie parole dirà che la sua lista o il suo candidato rappresenta questo mio sogno.

Non è così.

Ovviamnete parteciperemo alle prossime elezioni comunali ed abbiamo ben chiaro quale sia la scelta migliore per il sindaco.

Ma continueremo a sognare, continueremo a non avere paura  e saremo pronti.

Abbiamo un appuntamento già fissato, e saremo pronti.

l’importanza di esserci, anche solo per interesse

dicembre 12th, 2013 § 0 comments § permalink

Qualche giorno fa il premier Enrico Letta ha paventato il pericolo che, alle prossime elezioni europee di maggio 2014, i movimenti ed i partiti antieuropeisti possano occupare almeno 100 seggi.

Personalmente non sono preoccupato di questo.

Ritengo fisiologico che una democrazia possa dare rappresentanza anche a chi non è d’accordo con le “regole del gioco” e. giocando secondo quelle stesse regole, cerchi di cambiarle.

L’Europa, ma sarebbe meglio dire la Commissione Europea, i governi e la BCE, in questo periodo di profonda crisi economica, ce l’ha messa tutta per rendersi antipatica ed ostile ai propri cittadini, apparendo come quella che è debole con i forti, e forte con i deboli.

Eppure nonostante tutto, per esempio a Kiev, c’è ancora un popolo che sogna di entrare nell’Europa, come una terra di libertà e di opportunità per tutti.

Sarebbe facile, ed anche semplicistico, fare il parallelo con la situazione in Italia, ove i “forconi”, invece, si scagliano rabbiosamente contro l’euro e l’Europa.

Emotivamente non si può non simpatizzare con questo movimento.

Lo ripetiamo, il grande sogno dell’Europa, grazie a questi politici europeisti, servi della burocrazia tecnocratica e piegati all’interesse particolare delle proprie nazioni, è divenuto l’incubo europeista.

Anche le parole sottolineano questo passaggio. Oggi pochi si professano europei, moltissimi, invece, sono gli europeisti.

Europa, europeism, EUrpes….

La mia paura più grande, per le prossime elezioni europee, è che, ancora una volta, l’Italia non esprima una adeguata rappresentanza europea in seno all’ALDE, l’allenza liberale e democratica europea.

Mi piange il cuore, infatti, a vedere che nell’ALDE siamo rappresentati da personaggi come Vattimo e da partiti come l’Italia dei Valori, che alle ultime elezioni politiche decise di confluire con Ingroia e la sua (fortunatamente incompiuta) rivoluzione civile.

Eppure ci sono, soprattutto, negli ultimi tempi moltissimi sommovimenti in quell’area laica e liberale che sembra uscire da un letargo quasi ventennale, anche grazie al terremoto della decadenza di Berlusconi, ed allo Tsunami politico di Renzi.

Non siamo qui a formulare il solito augurio del “volemose bene” e della unità delle sigle liberali italiane.

Sappiamo bene, per averla sperimentata, sulla nostra pelle che è impossibile.

Siamo qui ad auspicare il solo metodo che potrebbe funzionare: un “matrimonio” di interesse.

Queste sigle hanno tutto l’interesse a presentarsi sotto lo stesso emblema, non in nome di ideali o di valori comuni, ma in nome del superamento della soglia di sbarramento, prevista dalla legge elettorale italiana.

L’interesse non sarebbe solo elettorale per le sigle liberali, ma di riflesso sarebbe un vantaggio per gli elettori e per l’Italia.

Ci sarebbe finalmente una voce europea libera ed autorevolmente italiana in grado di parlare e di fare l’Europa e non gli europe(i)sti.

Sarebbe un sogno, per me, vedere sotto le insegne dell’ALDE persone come Ichino e Zanetti di Scelta Civica, De Nicola e Falasca (ALI), Boldrin (Fare), Giacomo Zucco (Tea Party Italia) ed anche uno come Maurizio Turco dei Radicali seduti nell’emiciclo di Bruxelles o di Strasburgo sotto le insegne dell’ALDE.

L’importante sarà esserci, anche solo per interesse….


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