Mario (6) il grande…

febbraio 18th, 2012 § 0 comments § permalink

Contrordine compagni (e camerati), Mario Monti è un grande.

Ammettiamo, in questa sede, di esserci sbagliati e di non aver compreso la profondità ed il genio del nostro presidente del Consiglio, per cui facciamo pubblicamente ammenda.

La gestione, mediatica e politica, della questione della candidatura di Roma per le olimpiadi del 2020 è stata semplicemente un capolavoro politico e di comunicazione.

Immaginiamo che Berlusconi fosse ancora presidente del Consiglio ed avesse deciso di sostenere la candidatura di Roma per i giochi Olimpici. Si sarebbe scatenata la bagarre, sia in Parlamento che nella pubblica opinione, che si sarebbe di nuovo spaccata a metà, come minimo.

Proviamo solo ad immaginare i titoloni di giornali come la Repubblica, il Fatto Quotidiano e l’Unità, le improvvide dichiarazioni di un Borghezio o di un Calderoli su Roma ladrona, seguite dai deliri della Santanchè o di Giovanardi, i pistolotti dadaisti di Bersani, edi versipluvi commenti di Vendola sulla cementificazione e sulle infiltrazioni mafiose ed affaristiche, le raffazzonate e sgrammaticate metafore di un Di Pietro sulla necessità per la magistratura di vigilare, le intemerate di Bocchino sui costruttori ed i sermoni di Casini.

Ma sarebbe stato lo stesso anche se Berlusconi avesse deciso di non sostenere la candidatura della città capitolina. I motivi sarebbero stati la mancata occasione di crescita e lo scarso peso diplomatico italiano. Diversi argomenti, ma uguali cantori.

Ebbene Mario Monti, non solo ha saputo menare il can per l’aia fino oltre l’ultimo momento utile e poi ha piazzato il colpo di grazia con la precisione ed il sangue freddo di un cecchino veterano.

Quale altro presidente del consiglio, infatti, si sarebbe potuto permettere di non prendere in considerazione la presentazione di ben 4 mozioni a favore della candidatura di Roma presentate da PdL, Pd, Terzo polo e Popolo e Territorio, ovvero tutta la sua maggioranza parlamentare ?

Nessuno.

Ed invece, proprio questo signor Nessuno della politica italiana ha capito benissimo l’andazzo ed ha saputo anche trovare la chiave di volta per entrare in empatia con la pancia degli italiani.

Il presidente Monti ha capito che la politica è attualmente troppo debole per potersi permettere anche un seppur minimo sussulto di dignità. Una politica oramai avvitata nel palazzo, incapace anche di immaginare e prefigurare un orizzonte per il dopo elezioni. Una politica sputtanata e sputtanante che trova nelle sedi istituzionali il suo bunker e che dal suo rifugio dorato crede di contare ancora qualcosa presso gli elettori.

Ma se è debole la politica, lo sono anche quei corpi intermedi, come i sindacati e le associazioni di categorie, oramai avvitate in una spirale solipsistica e tautologica ed inadatte sia a sintonizzarsi con le innervature della società che a intuire le linee di sviluppo della stessa.

Ed è questa debolezza la più grande forza di Monti ed il suo lasciapassare per arrivare indenne alla fine della legislatura, oltrechè a condizionarne sia il risultato che lo sviluppo.

Mario Monti non è un signor nessuno o un alieno. Ha intelligenza, ha spirito, ha empatia ed ha una sua visione da perseguire. Al contrario, i suoi potenziali avversari non hanno neppure una sola di queste doti e sono condannati irrimediabilmente alla irrilevanza.

Per questo, oggi, siamo costretti ad ammettere che Mario sei grande. Anzi Il grande…

Lacrime (di coccodrillo) e sangue (degli italiani)

dicembre 5th, 2011 § 0 comments § permalink


Salveranno l’Italia, ma gli italiani ?

Tutti parlano, infatti, di medicine amare, di misure pesanti e di misure prese nell’interesse nazionale. E tutti sono fiduciosi che, dopo questo ennesimo salasso, l’Italia sarà salva.

Finalmente saremo un paese europeo, grazie a SuperMario (Monti) ed ai suoi ministri.

Un altro SuperMario (Draghi) ci schiuderà definitivamente le porte dell’europaradiso, con l’avallo dei profeti del nuovo europeismo Angela e Nicolas.

E pensare che le stesse parole le pronunciavano Prodi e Ciampi ai tempi in cui venne introdotto l’euro (e l’eurotassa). Anzi, a mia memoria, è dal governo Amato del 1992, quello del prelievo forzoso retroattivo sui conti correnti degli italiani, dell’imposta straordinaria sugli immobili (ISI), poi trasformata in ICI e della riforma delle pensioni, che la parola più gettonata dalla politica italiana e’: fare sacrifici.

Dopo il governo Amato, arrivò la minimum tax di Goria, c’è stata la riforma delle pensioni del governo (tecnico ribaltonista) Dini con l’introduzione del metodo contributivo per i lavoratori con meno di 18 anni e 6 mesi di lavoro, poi arrivò l’eurotassa di Prodi e la riformulazione in aumento delle aliquote IRPEF, operata da Visco. Anche i vari governi Berlusconi, soprattutto l’ultimo, non si sono sottratti, come non ricordare l’aumento dell’IVA e delle accise sulla benzina, operata, in vari tempi e modi.

Tutti hanno fatto la loro manovra e le loro manovrine correttive. Con quale risultato ?

La situazione va sempre peggio ed i sacrifici aumentano esponenzialmente.

Ovviamente non tutta la manovra del governo Monti è da buttare. Ritassare i capitali rientrati con lo scudo fiscale è una ottima cosa. Si rompe un patto ? Può darsi, ma tra tassare i soliti cittadini onesti e quelli che non lo sono stati preferisco farlo a questi ultimi. Si poteva usare di più, io, personalmente, avrei stabilito una aliquota del 3%.

L’estensione del metodo contributivo ? Giusto, ma anche qui non bisognava fare la distinzione tra uomini e donne, visto che esistono le pari opportunità, tutti in pensione a 70 anni e via. Un bel taglio netto, se non lo fa un governo tecnico chi lo avrebbe dovuto fare ?

Il mancato adeguamento all’inflazione, misura che ha causato il pianto del ministro Fornero, si poteva mettere per le pensioni sopra i 1600 Euro, sotto si rischia una ondata recessiva che preoccupa.

La reintroduzione dell’ICI, invece, è la misura più odiosa perchè colpisce alla base il simbolo della virtuosità della famiglia italiana, soprattutto in un mercato, quello immobiliare, che fa fatica a riprendersi. Una misura che colpisce, senza equità, la manifestazione di una presunta ricchezza non la ricchezza stessa.

Tipica espressione di una certa avversione cattolica alla ricchezza, (il denaro come sterco del diavolo), sono anche quelle misure che colpiscono i posti barca, gli elicotteri, le macchine potenti e gli aerei. Misure destinate più a far scena che a produrre un reddito accettabile, (quanti sono gli italiani che hanno un elicottero privato ?) e che servono a tener viva nell’opinione pubblica la figura del riccone cafone che gira con il Suv inquinante, come nei migliori film di De Sica e Verdone.

Da liberale trovo inaccettabile la tracciabilità dei pagamenti. Secondo me l’evasione si debella rendendo il pagare le tasse più conveniente dell’evadere e che, piuttosto che continuare a seguire lo slogan “pagare tutti, per pagare meno”, io preferisco il “pagare meno, pagare tutti”.

Meglio sarebbe stato rendere completamente deucibili dall’Irpef tutte le spese documentate con fatture e ricevute fiscali. Una Tale misura avrebbe generato un virtuoso conflitto di interessi in materia tributaria.

Timide, troppo timide le misure anticasta.

L’esecutivo Monti doveva e poteva fare di più. Il non aver avuto il coraggio di eliminare le province, il non aver voluto toccare lo stipendio di deputati e senatori, il non aver avuto il coraggio di mettere all’asta almeno il 25% del patrimonio abitativo statale sono macigni che pesano, come e più dei sacrifici enormi richiesti, perchè danno l’impressione di quello che il grande Alberto Sordi descrisse nel Marchese del Grillo: “io so’ io, e voi nun sete un cazzo !”.

E poi il grande silenzio e la grande omissioni sui privilegi fiscali al Vaticano, ai Sindacati ed ai partiti.

Luci ed ombre, più le seconde che le prime in verità.

Da un governo tecnico, mi sarei aspettato molto di più. Non la solita solfa democristiana e tremontiana.

Per citare Dario Di Vico sul Corsera l’italiano onesto ha l’idea di essere usato come un bancomat.

Ma il bancomat, quando il conto si esaurisce, i soldi non li da più….

Sarò ministro…

novembre 15th, 2011 § 0 comments § permalink

E’ (quasi) ufficiale domani mattina alle 11 verrò indicato come ministro per i rapporti con il Parlamento.
E’ una notizia davvero inaspettata che mi riempie di orgoglio e che un po’ spaventa.
E’ sicuramente con una grande voglia di far bene che mi appresto a rivestire questo incarico.
Da sempre considero il Parlamento come la massima istituzione democratica e come il luogo principe della rappresentanza dell’Italia e dei suoi legittimi interessi.
Certamente con molto tremore mi avvio a prendere servizio, avendo, come sempre, la Costituzione della Repubblica Italiana come stella polare della mia etica e condotta politica.
Viva L’Italia, evviva il suo Parlamento


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