o (Rim)borsi o la vita ?…

aprile 17th, 2012 § 0 comments § permalink

“…Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre 2010-2011 – sarebbe un errore drammatico, che punirebbe tutti allo stesso modo e metterebbe la politica nelle mani delle lobbies.”

Più leggo questa dichiarazione del trio ABC, (Alfano, Bersani e Casini) e più capisco perchè Grillo abbia tanto successo.

Qui non è la mancanza di politica a generare l’antipolitica. E’ ancora peggio: è la peggior politica.  Una politica talmente autoreferenziale ed accartocciata su sè stessa che non riesce a vedere niente oltre l’orizzonte del presentismo e del vivere alla giornata.

La peggior politica che di fronte al popolo che “vuole il pane”, risponde, come si dice abbia fatto Maria Antonietta,:”dategli le brioches”.

Anzitutto ci sarebbe da rilevare che il finanziamento pubblico ai partiti non è stato drasticamente tagliato dalle manovre 2010 e 2011, ma è stato abrogato da un referendum popolare.

Infatti, le norme attuali regolano i RIMBORSI ELETTORALI e non i finanziamenti pubblici. Peccato che la parola “rimborso” non è usata nell’accezione comune, come un ristorno di denaro a fronte di una spesa documentata di uguale entità, ma come un sinonimo di finanziamento pubblico.

E’ come se, durante un viaggio di lavoro, un dipendente ritornasse in azienda e presentasse fatture e ricevute delle spese sostenute per 300 euro. A fronte di queste spese, l’amministrazione della ditta, invece di 300 euro, desse al dipendente 3000 euro. Ricevuta tale somma, il dipendente intascasse tale somma senza batter ciglio.

I partiti italiani si sono comportati esattamente in questo modo.

I partiti, bella parola !

“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale .”

Questo è quello che prescrive l’articolo 49 della Costituzione italiana. Basta leggerlo e confrontarlo con quello che oggi sono i partiti italiani per capire che QUESTI partiti non sono quelli che la Costituzione disegnava.

Ci sarebbe da dire qualcosa sulla “scusa” delle lobbies. Ci asteniamo, perchè è esattamente lo stesso tipo di discorso che facevano gli esponenti della prima repubblica nel momento in cui brillavano i primi fuochi di mani pulite.

Hanno sostituito solamente la categoria dei “ricchi”, con quella delle “lobbies”.

Sappiamo tutti come sono andate le cose e come, il popolo inferocito, spazzò via partiti pluridecennali.

Il vero problema è che, a me, non interessa se un partito spende correttamente il denaro dei rimborsi elettorali, alias finanziamento pubblico, ma che questi denari non vengano elargiti.

Non faccio del (becero) qualunquismo, anche perchè Giannini e il suo Uomo Qualunque era una grande palestra di idee e di cultura e di passione politica.

Un fulgido esempio di buona antipolitica cui, molta antipolitica potrebbe abbeverarsi ed imparare.

Ma la cattiva politiva non impara.

Ed è per questo che è destinata a ripetere gli stessi errori.

Con gli stessi risultati…

Vox Populi 2.0

giugno 13th, 2011 § 0 comments § permalink

La vera battaglia di questa tornata referendaria era se il quorum si fosse raggiunto o meno. Ebbene il dato è che il quorum è stato raggiunto e che, sono un facile profeta, i Si vinceranno in tutti e quattro i quesiti referendari.

Hanno vinto i Si, in maniera legittima ed è giusto che chi è andato a votare festeggi.

I referenda, come le elezioni amministrative di Milano e Napoli, hanno mostrato due nuove verità:

1. che l’icona Berlusconi non tira più come prima;

2. che il web 2.0 ha prepotentemente fatto la sua comparsa sulla scena della comunicazione politica.

Personalmente a me interessa molto questa seconda novità.

Il mitico direttore de il Tempo, Mario Sechi, lo ha tuonato alla riunione dei liberi servi a Roma. Il web si sta muovendo, anche dal lato del centrodestra, sia con la petizione per le primarie e sia la campagna per la rottamazione di alcuni dirigenti del Pdl.

Ebbene o il Pdl, o meglio Berlusconi, capisce subito le ragioni di questa sconfitta, imparando il funzionamento di questo movimento, oppure è destinato a subirne molte altre.

Una parte illuminata e minoritaria del centrodestra, variamente inteso, aveva già compreso la potenza e la capacità aggregante del web 2.0, sono i blogger di Tocqueville.it.

Una bellissima esperienza che non è mai stata cagata dai cd. maggiorenti e da quelli che, con sufficienza, guardavano a noi, ragazzi in pigiama, liberali, conservatori e popolari, che discutevamo, condividevamo e producevamo idee.

“Lasciateci lavorare.”. Era la risposta. Ebbene lo abbiamo fatto. Milano, Napoli ed il quorum sono il risultato. Adesso siete voi che avete bisogno di noi, e non più il contrario. Siete voi ad avere bisogno delle nostre idee, delle nostre passioni e delle nostre competenze.

Noi esistiamo, siamo letti ed ascoltati e sappiamo come fare massa critica sul web. Voi no.

Tirate voi le somme di questo ragionamento.

Siamo di fronte ad un cambiamento epocale, culturale e sociologico. L’era della televisione sta inesorabilmente lasciando il posto a quel rumore di sottofondo che fanno milioni di tastiere che producono e condividono contenuti sul web.

Noi possiamo solo sperare che la vox populi 2.0 venga capita, compresa ed ascoltata.


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Vox Populi 2.0 su Fabrizio Cipollini.