the Vatican Seagull

marzo 13th, 2013 § 0 comments § permalink

A voler essere anche un po’ fatalisti, possiamo dire che i segnali dell’avvento di un nuovo pontefice erano già nell’aria. Non solo metaforicamente. Quel gabbiano, fermo, sul comignolo della Cappella Sistina da cui, pochi minuti fa, è uscita la famosa fumata bianca , era un segno “divino”. Simbolicamente, infatti, il gabbiano è il messaggero del Divino in questo piano e quindi è facile dire, adesso, che i segnali c’erano tutti.

Certamente questo conclave non è stato un conclave “normale”, il gesto delle dimissioni di Papa Benedetto XVI restano un gesto quasi rivoluzionario. Un gesto niobile, generoso e pieno d’amore da parte di un pontefice, spesso ingiustamente etichettato come conservatore, verso la sua Chiesa.

Una Chiesa divisa tra la sua missione lucente di fede e di speranza ed una curia vaticana, scossa da troppi veleni e da troppe divisioni.

Sanare queste ferite e ricucire questi strappi, infatti, saranno la principale missione dell’ex cardinale Jorge mario Bergoglio, da oggi Papa  Francesco I, cui auguriamo di cuore un fecondo ed illuminato pontificato.

Indubbiamente  questo conclave nella sua brevità ha dato già una risposta alla richiesta pressante di unità da parte dei fedeli di tutto il mondo. Adesso bisognerà vedere, con fiducia, se le altre richieste verranno soddisfatte.

Chi scrive non può fregiarsi del titolo di fervido praticante, ma forse quello di un umile pellegrino in cammino nel mondo. Ciò però non toglie che seguiremo con interesse questa nuova fase.

Una nuova fase segnata dai tantissimi Ipad che vendono innalzati dalle mani dei fedeli riunite nella piazza per riprendere la prima apparizione del nuovo Pontefice. E proprio questi Ipad, tablet e smartphone sono il segno che tradizione e modernità possono unirsi con gioia.

Speriamo che il nome scelto da questo nuovo Papa, Francesco, oltre ad essere una novità assoluta, sembra essere l’auspicio di un ritorno alla semplicità ed alla trasparenza, quasi mistica, del Vangelo.

La fase annunciata da un piccolo gabbiano sopra un comingnolo…

Da quando non ci sei più…

dicembre 1st, 2012 § 0 comments § permalink

Portami,

se ancora ti riesce,

alle giostre,

oppure sulle banchine dove

passano treni stranieri

su binari stranieri.

 

Accompagnami,

se ancora ne sei capace,

alla fine della mia strada,

oppure negli uffici solitari dove

riposano le cose abbadonate

da abbandonate persone.

 

Parlami,

se ancora parli la mia lingua,

fino a che finirà il mio vocabolario,

oppure fino a dove

vigila il silenzio

su silenziosi abissi.

 

Se il tuo incedere lieve

ha attraversato i millenni.

 

Se lievemente appari

sempre ove sei indispensabile.

 

Se lasci orme segrete

sulla via dell’inseguimento a te.

 

Ti ho perso nella pioggia,

eppure credo che sia stata tu

a gettarmi su un rivolo.

 

Abbiamo sciolto il nostro semplice nodo,

ma oggi credo che fosse solo questione di tempo,

prima che si rompesse.

 

Lasciami riposare adesso,

su questa apatia contagiosa

e con i miei fantasmi.

 

Ti lascio una vita piena di certezze,

io non saprei che farmene.

 

Lasciami dormire adesso

su questo tappeto di dolci

e di nuvole.

 

Ti lascio le carte.

 

Giocaci,

oppure buttale

secondo il calendario delle raccolta differenziata.

 

Riprenditi il niente

che sembra tutto.

 

Riprenditi il tutto

che sembra niente.

 

Riprenditi qualcosa,

qualcosa di te dalla mia bacheca

e lascia, però, la polvere.

 

Se il tuo incedere lieve

ha attraversato i millenni.

 

Se lievemente appari

sempre ove sei indispensabile.

 

Se lasci orme segrete

sulla via dell’inseguimento a te.

 

Non è per paura.

Forse, per consapevolezza.

 

E ritmicamente sfidi il mondo,

con il tuo enigma, che ancora non so risolvere.

 

Non tutte le settimane enigmistiche devono essere finite

per forza o per rabbia.

 

Sussurrami

le mie ultime parole,

se le sai,

oppure lascia che sia io,

finalmente, a ringraziarti del bene

che mi hai fatto.

 

Da quando non ci sei più…

 

(Fabrizio Cipollini)

PassoPasso….

febbraio 9th, 2012 § 0 comments § permalink

Da ogni germoglio nasce un albero con molte fronde; ogni fortezza si erige con la posa della prima pietra; ogni viaggio inizia con un solo passo

(Lao Tzu)

 

C’è una strana energia quando decidiamo di iniziare un nuovo progetto. E’ davvero esaltante e coinvolgente quella tensione mista ad euforia quando ci accingiamo a fare qualcosa.

Peccato che, solitamente, alla prima difficoltà o al primo ostacolo questa magia positiva svanisce. E con essa, spesso, anche il nostro grande progetto svanisce.

Eppure basterebbe davvero poco.

Basterebbe che,per esempio, la smettessimo di usare il cannocchiale per vedere i nostri desideri.

Tutto è lontano.

Ma non si raggiunge niente non facendo niente.

Eppure già dopo il primo passo, siamo già più vicini alla meta di quanto lo eravamo prima.

Invece noi, di solito, vogliamo fare un salto ed arrivare alla nostra meta.

Ebbene non funziona così.

Prima di saltare bisogna aver imparato a correre, prima di correre bisogna aver imparato a camminare, prima di camminare bisogna aver imparato a stare in piedi, prima di stare in piedi bisogna aver imparato a gattonare e prima di gattonare bisogna avere un grande desiderio di muoversi.

Senza queste tappe intermedie non serve il saltare, anzi è dannoso.

E’ necessario imporsi di fare il primo passo, usando tutta la nostra forza e tutto il nostro amore.

Fatto il  primo passo, poi è necessario imporsi il secondo e così di seguito.

Quando arriverete alla vostra meta, perchè ci arriverete, contemplando il vostro cammino vedrete che avrete compiuto un bel pezzo di strada.

Eppure a voi sembrerà di essere solo al primo passo…

 

Auguri, Italia

marzo 17th, 2011 § 0 comments § permalink

Di una signora non si dovrebbe mai rivelare la sua età, ma se la signora in questione è la nostra patria, non credo che se la prenda così tanto se ci permettiamo di afrle gli auguri per i suoi 150 anni.

Il traguardo non è certamente trascurabile, ma gli auguriamo altri mille di questi giorni.

Abbiamo sempre amato l’Italia ?

Personalmente la risposta è si. Anche quando farlo era considerato reazionario o tardo fascista. L’abbiamo amata anche quando abbiamo fatto il militare, cantando orgogliosamente l’inno nazionale sotto la pioggia o la neve.

Ci siamo sentiti orgogliosi di essere italiani non solo quando abbiamo vinto le coppe del mondo o medaglie d’oro alle Olimpiadi.

Siamo tuttora convinti che nascere italiani sia una fortuna.

Basta passeggiare in un qualunque centro storico o ammirare il paesaggio da una montagna qualunque, oppure recarsi in libreria e leggere qualche riga di un nostro autore.

Mi sembra che Gibran scrisse che il buon Dio regalò agli italiani il senso della bellezza.

Ovviamente non sono tutte rose e fiori. Certamente il nostro sistema abbisogna di profonde riforme, non lo abbiamo mai nascosto e nemmeno taciuto.

Ma non accettiamo la filosofia, oggi molto di moda, che recita: “l’Italia è sfatta, adesso dobbiamo disfare gli italiani.”.

Viviamo momenti, magari non felicissimi, ma proprio per questo è necessario rimboccarci le maniche e non sperare sempre nel nostro stellone.

Oggi più che mai c’è davvero il bisogno di rimanere uniti e di lavorare per ricucire quei legami comunitari tra di noi. Oggi c’è bisogno di costruire ponti, anche virtuali, piuttosto che confini.

Non è il solito augurio ad una melassa buonista, un appello ai buoni sentimenti. Assolutamente.

Confrontiamoci, anche duramente, ma ricordando che siamo tutti italiani e stiamo tutti dalla stessa parte.

L’Italia siamo tutti noi, non sono gli altri. Non sono (solo) i potenti ed i famosi.

L’Italia è lo spazzino che la mattina presto pulisce le strade, l’Italia è la mamma che non dorme perchè il suo bambino è malato e piange, l’Italia è il postino che ogni giorno vi porta le lettere, l’Italia è l’edicolante che, ogni mattina, vi tiene da parte il giornale, L’Italia è il nonno ed il nipote che passeggiano ai giardini mano nella mano.

L’Italia è la somma di tutte le nostre storie, ed anche qualcosa di più.

E nessuna storia è insignificante.

Auguri, Italia.


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