Nessuno dovrebbe morire così

aprile 22nd, 2011 § 0 comments § permalink

Carmela Rea, detta Melania, è morta. Uccisa dalla bestialità di un altro essere umano, o forse altri, che prima l’ha sottratta all’amore di suo marito e della sua bambina e poi l’ha torturata ed uccisa con 35 coltellate, continuando ad infierire sul suo cadavere anche dopo che la vita l’aveva abbandonata.

Nessuno dovrebbe morire così.

Morire nel dolore, nella sofferenza e nella disperazione.

Morire per mano di una bestialità che fatico a definire umana.

Morire violentemente quando tutto il mondo celebra, con la Pasqua, la resurrezione e la vittoria della vita sulla morte sembra tragico.

Ma questa è la vita e sono le nostre credenze a farci da guida in tempi e fatti così dolorosi e così difficili da comprendere. Ma non da non accettare.

Non conoscevo Melania, ma questo non mi impedisce di dolermi della sua prematura scomparsa e non mi impedirà di pregare per la sua anima.

…Che almeno il viaggio ti sia stato lieve.

Quel filo rosso sangue che unisce l’Italia, purtroppo…

febbraio 28th, 2011 § 0 comments § permalink

Sono sempre stato reticente a scrivere di alcuni fatti di cronaca nera che, come fulmini a ciel sereno, colpiscono le persone e rimangono scolpite nella memoria collettiva come cicatrici di profonde e dolorose ferite.

Mi trovo a disagio perchè c’è sempre il rischio di essere retorici e vuoti, di parlare per luoghi comuni e di cedere a quella parte oscura di noi che vuole la vendetta ed il sangue.

Ma ci sono cose che non possono essere taciute.

Se si rimane silenti si rischia di essere complici di qualche bestia che si maschera da uomo.

C’è un filo rosso sangue che oggi unisce l’Italia, purtroppo.

E’ un filo che ha unito la tragica e criminale morte di Sarah e Yara.

Due ragazze i cui sogni sono stati tagliati dalla brutalità e dalla malvagità di “uomini”.

Di fronte a quelle foto non si può rimanere indifferenti, non si può non notare la forza e l’energia di quei volti che hanno trovato, troppo presto, dolore invece di amore e morte invece della vita.

Di Sarah sappiamo che è stata uccisa in quell’ambito che tutti noi riteniamo il più sicuro, quello familiare.

Di Yara, ancora non possiamo sapere il nome del suo assassino, ma possiamo ritenere che si nasconda molto vicino.

Questo, forse, è quello che spaventa più di tutto. Il fatto che il male possa abitare vicino a noi, che ci osservi, che, forse, scambi addirittura qualche parole con noi.

Non è solo la sua banalità a spaventarci, è la sua vicinanza a scatenare la nostra rabbia.

Non sappiamo se gli autori di questi gesti “pagheranno” per il loro gesto, anche se per il dolore che hanno causato non c’è davvero prezzo o possibilità di perdono.

Noi possiamo solo pregare per le loro anime e sperare che non abbiamo più a ricordare ferite così profonde e dolorose.

Nessuna vita dovrebbe essere spezzata così, mai.


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