The W. Factor

aprile 11th, 2020 § 0 comments § permalink

lost-places-1555076_1920

Ieri sera il presidente Conte ha annunciato l’ennesimo comitato di esperti che dovrebbe gestire la cd. Fase 2, questo comitato si inserisce in quel mosaico, labirintico e poderoso, normativo-burocratico fatto da più di mille provvedimenti, più o meno, legislativi e di comportamenti imposti, di dubbia legittimità costituzionale, che, per acquiescenza, vengono accettati da quasi tutti.
E’ come se il piano dell’opportunità avesse preso il sopravvento su quello della legittimità, rovesciando il famoso motto che in politica la forma è sostanza.
In nome della salvezza di questa sostanza, abbiamo la politica, che dovrebbe essere l’arte di decidere, divenire la grancassa degli “esperti” e dei competenti, scelti dal potere esecutivo, a fare da tutore al potere esecutivo stesso che, nella sua debolezza e nella sua paura, esautora i luoghi classici della rappresentatività e della democrazia, riducendo il Parlamento in un inutile orpello e perdita di tempo.
Alla politica, rectius al potere esecutivo, resta quindi solo l’apparire, televisivo e social, in cui sfogare la propria rabbia e la propria frustrazione in conferenze stampa, paradossalmente ed ironicamente, mandate in onda dopo il quotidiano bollettino dei nuovi infettati e, purtroppo, dei nuovi morti.
E la comunicazione di chi è debole, intesa come propaganda e marketing, ha anche bisogno dei “cani da guardia”, ed ecco la task force contro le fake news sul coronavirus, che, ben presto, si rivelerà una forza contro le (fake) news sulla Corona, intesa come potere al governo.
Un grande, enorme e, purtroppo, sconfortante confessionale da reality show: The W factor.
Dove W. Sta per Winston.
Purtroppo non, come vorrebbe il nostro premier, nome proprio di Sir Winston Churchill, mitico premier inglese che seppe opporsi al nazismo dilagante nella pavida europa continentale, ma, piuttosto, come Winston, il protagonista di 1984, imperituro capolavoro di George Orwell.
Potremmo scriverci un libro, ma mentre 1984 fu ideato da Orwell, invertendo le cifre dell’anno in cui lo concepì (1948), nel 2020 non possiamo neanche invertire le cifre se non evocando il passato, essendo il 2020 quasi un palindromo, icona simbolica di una condanna ad un eterno ed ironico presente.
Dal grande fratello al grande bordello.

Al lavoro, in silenzio

marzo 19th, 2020 § 0 comments § permalink

postinoAi tempi del Covid 19, giustamente e doverosamente tutti noi stiamo ringraziando il personale sanitario, (medici, infermieri,soccorritori, oss e tutte le figure che lavorano negli ospedali), i corpi di polizia e dell’esercito che vigilano e tutte le autorità preposte.

E’ un ringraziamento che arriva dal cuore di un paese che si trova a combattere un nemico silenzioso, invisibile e subdolo.

Eppure c’è una categoria di lavoratori che, forse, nessuno, meglio in pochi, hanno ringraziato: i portalettere e gli operatori degli uffici postali.
Migliaia di persone che, in silenzio, con dignità e con abnegazione, ogni mattina, (e non solo), portano quel minimo di normalità nelle nostre stravolte vite.
E’ un lavoro, il loro, che spesso passa sotto silenzio e che, spesso, diamo per scontato.

Un lavoro, di cui, in questi tempi, non percepiamo i rischi per la loro salute.

E’ di questi giorni, infatti, la notizia della morte, (parola cruda e tristissima), di un postino e di un operatore di sportello a causa del coronavirus, a dimostrazione, se mai ce ne fosse, che nessuno è immune o al sicuro.
Per questo oggi più che mai è necessario #restareacasa, non solo perchè così facendo #andràtuttobene, perchè, quando tutto sarà tornato alla normalità, anche grazie al lavoro dei postini e degli impiegati, potremo, di nuovo, tornare alle nostre abitudini.
Intanto inizio io a ringraziarli, oltre a tutte le categorie che abbiamo detto all’inizio di questo post, poi, con calma, facciamolo in molti.

il ventre molle dell’europeismo

marzo 16th, 2020 § 0 comments § permalink

spider-4827708_1920Le vergognose parole di Christine Madeleine Odette Lagarde, purtroppo “presidente” della BCE, non solo sono inaccettabili ed intollerabili sia per gli italiani, sia per chi si senta europeo, ma segnano l’abbandono di quello che, fino ad oggi, è stata l’unica politica davvero Europea: l’operato di Mario Draghi.
In poche parole, infatti, è stato ucciso il seme di quella Europa nuova che aveva trovato nel “whatever it takes” di Draghi la propria voce.

Quella nuova Europa, che cercava, attraverso la tenuta della moneta ed il sostegno alle economie degli Stati membri, di generare un afflato riformatore di comunità.

In un momento storico di cambiamento dei comportamenti e delle abitudini di tutti noi, il ventre molle dell’europeismo di maniera e di facciata rivela, attraverso le parole della Lagarde, poi mestamente e maldestramente, smentite, la sua faccia reazionaria e feroce.

Il non prendere atto di questo è sciocco, stupido ed anche politicamente miope. Per questo fanno davvero rumore le parole di alcuni esponenti della maggioranza governativa italiana volte a trovare “giustificazioni” o “interpretazioni” assolutorie alle irresponsabili parole di Christine.

Non si può stare con Draghi e con la Lagarde.

Non è un “et…et”, è un “aut…aut”. E’ questo quello che il ventre molle dell’europeismo nostrano non capisce o fa finta di non capire, nemmeno in questo momento.

Da qui, infatti, passa il confine tra europeisti ed Europei.

 

 

 

Appunti sparsi per la vita ai tempi del Covid 19

marzo 15th, 2020 § 0 comments § permalink

balloons-892806_1920Sta quasi per finire la prima settimana di “quarantena” imposta opportunamente dal Governo e qualche riflessione mi sento di farla.

Il Covid 19 ci ha fatto riscoprire la nostra caducità.
All’improvviso ci siamo riscoperti mortali, indifesi ed, in qualche senso, anche impreparati.
Abbiamo riscoperto che il tempo scorre inesorabilmente, che non viviamo in un eterno presente senza memoria del passato e senza vista sul futuro, ma l’eterno presente non vuol dire, come credevamo, che vivremo in eterno, (facendo magari concorrenza a Panzironi), ma abbiamo scoperto che, oltre al presente, c’è un passato ed un futuro. Ed è proprio il “passato” ed il “futuro” ad essere stati rimossi dall’orizzonte della nostra esistenza.

Invece, di fronte alla quarantena, che ci “obbliga” a stare con noi stessi, abbiamo tutti scoperto l’importanza delle nostre case, dei nostri rapporti interpersonali, delle persone e dei progetti che riguardano proprio il nostro futuro. Nel momento in cui credevamo di non aver bisogno di un passato, invece, ci attacchiamo pervicacemente a esso, proprio quando il futuro ci appariva superfluo, abbiamo trovato che, invece, esso è più vitale che mai.

Abbiamo riscoperto il valore di chi ci è accanto, come se il metro di distanza, imposto per decreto, sia una specie di amplificatore dei rapporti umani.
Quei 100 centimetri che dovrebbero salvaguardare la nostra salute, sono finiti per essere l’argine stesso delle nostre dighe emotive, il confine da cui espellere le nostre paure e la porta da cui far entrare finalmente quello che ci sta davvero a cuore.
Abbiamo riscoperto il cuore.

Abbiamo riscoperto quella tenerezza che nascondevamo sotto la corazza da superuomini, sotto il multitasking della quotidianità o sotto l’impellenza di algoritmi digitali.

Quella tenerezza che genera la forza buona.

Quella tenerezza che genera gentilezza.

Abbiamo scoperto un’altra caratteristica: la creatività.
La creatività di impiegare il tempo in qualcosa che non sia solo farlo passare nella noia, magari inventandoci, con molta ironia, filmati e meme sui social per esorcizzare la paura del contagio o per prenderci in giro.
Ci siamo riscoperti Italiani.

Non sto sostenendo che questo maledetto virus sia una benedizione, anzi proprio il contrario. E’ un nemico terribile e subdolo,  ma che abbiamo il dovere morale di combattere e vincere.

Il mantra “#AndràTuttoBene” è divenuto parte del DNA di tutti.

Da “formula magica” per esorcizzare i timori, quasi inconsciamente, è diventata la parola d’ordine, il segno distintivo di questa nuova resistenza (resiliente) alla paura stessa, oggi rappresentata dal Covid 19.
Certo, arriveranno momenti difficili e, forse, tristi, ma quello che ci diciamo con “#AndràTutttoBene” è che noi ci siamo, che esiste un domani, che non abbiamo scordato il passato e che il futuro è un po’ più luminoso.

#AndràTuttoBene

Scusami, Prima Repubblica

agosto 29th, 2019 § 0 comments § permalink

Ciriaco_De_Mita_informaleScusami, Prima Repubblica.

Oggi, 29 agosto 2019, ho capito di aver proprio sbagliato a votare i referendum Segni del 1991.

Certo l’ho fatto in buon fede, (non Bonafede, non mi fraintendere), e ti chiedo un po’ di indulgenza.

Capiscimi, io sognavo l’Italia come una grande Repubblica di tipo anglosassone, in cui ci fossero un partito conservatore, un partito laburista ed un partito liberaldemocratico.
Io sognavo la nascita e la fioritura di un nuovo Churchill, e già vedevo politici Italiani con la schiena dritta pronti a sfidare la prepotenza, l’arroganza e la prevaricazione dei nemici della democrazia.

Io sognavo una nuova generazione di intellettuali come Montanelli, Prezzolini, Flaiano, Gramsci, Pintor, Malaparte e Pasolini.

Io sognavo una nuova generazione di politici che, partendo da Einaudi, Spadolini, La Malfa, Malagodi, Moro, Andreotti, Craxi, Berlinguer, Almirante, De Mita, Tortora e Pannella, potessero aumentare il livello qualitativo e quantitativo di una politica italiana che, soprattutto durante Tangentopoli, era oramai alla frutta.

Io sognavo la Palingenesi, con la P maiuscola.

Certo oggi potresti dirmi che sono stato un ingenuo. E’ vero, ma, per dirla con il buon Manzoni, del senno di poi, ne son piene le fosse.

Fossa, che ironia !!!

Se avessi saputo che votare quei referendum, ci avrebbe portato ad oggi, a questo punto, a questa Fossa comune della coscienza civile di un paese, sarei andato al mare, come ci suggerì Craxi.

Scusami anche tu, Bettino.

Ti ripeto, non l’ho fatto apposta, eppure l’ho fatto, e devo assumermene la responsabilità.
Quale partito conservatore ?

Qui si mira sola a conservare la poltrona ed i relativi privilegi.

Quale partito laburista ?

l’unico lavoro è quello di leccare il culo ai potenti di turno.

Quale partito liberaldemocratico ?

Di libro ci sono solo parole in libertà e pensieri, senza cervello, in migrazione.

Quali intellettuali ?

Genna, Saviano, Gramellini, Fazio, Serra, Scanzi, Selvaggia, Litizzetto, Bignardi o la Ferrante.

Quali politici ?

Scilipoti,  Toninelli, Taverna, Di Maio, Dibba, Gasparri, Brunetta, Renzi, Fiano, Boschi, Lotti, Verdini, Morani, Boldrini, Monti, Alfano, Mastella, Scalfaro, Prodi, Visco, Napolitano Zingaretti, Bonafede, Pillon, Franceschini e Conte.

Certo, dirai Tu,  poteva andare peggio, ma l’Italia ha una grande coscienza sociale e civile e si riprenderà.

Anche quella abbiamo raso al suolo, costruendo in sua vece un grande totem social ed incivile dove all’interno dei cavi passa il peggio della pancia di un paese, vecchio, ignorante, abbrutito e rassegnato. Un paese senza memoria stabile, ma con una memoria RAM, un paese senza fibra muscolare, ma a fibra ottica per avere internet sempre più veloce per vedere la partita sulla App.

Spero che tu possa perdonarmi, davvero per quello che ho fatto.

Magari, se sei ancora in giro, fatti vedere.

Ti voglio bene come allora e più di allora.

E forse non sono l’unico.

p.s.: I will Always love you.

Buona navigazione, Sindaco Fioravanti

giugno 10th, 2019 § 0 comments § permalink

marco fioravanti sindaco festa

Certamente il risultato delle urne non è una ordalia, ma conta e conta moltissimo. Ascoli, e gli ascolani, ha scelto: Marco Fioravanti come il suo nuovo sindaco. Una scelta che avrebbe dovuto essere sofferta, vito che il ballottaggio era, a tutti gli effetti, la madre di tutti i derby politici, tutto interno al centrodestra o quasi.

Certamente la sconfitta fa calare quasi definitivamente il sipario sulla carriera politica di Celani, una carriera costellata da folgoranti vittorie, ma sempre nell’alveo del centrodestra unito, e scelte discutibili, come quella di avallare con la propria candidatura la candidatura di Spacca alle ultime regionali, anche se è stato eletto.

Nonostante l’appoggio di alcuni assessori e consiglieri uscenti e le omissioni  di alcuni “maggiorenti”, che oggi dovrebbero essere definiti come “minorenti”, di Forza Italia che alla fine non ha presentato neanche la propria lista, il consigliere Celani ha tentato l’all in contro la sua stessa coalizione, sperando nel colpo gobbo, ma, siccome non è Cristiano Ronaldo, non è riuscito nella sua personale remuntada. 

Il peccato originale di Celani è stato quello di voler ergersi a catalizzatore del rancore e dell’astio, magari anche personale, verso il sindaco uscente Guido Castelli ed in nome di questo voler costruire una coalizione piena zeppa di personaggi in cerca di poltrone, o di rilancio politico, o sempreverdi, o adatti ad ogni stagione, nonostante qualche elemento davvero di spessore. Ma il rancore e l’astio non bastano a costruire e neanche si possono vincere le elezioni sperando in appoggi esterni o nell’astensione.

Fossimo nel candidato Celani, prenderemo atto della sonora bocciatura, presentando le dimissioni da Consigliere comunale e, finita la consiliatura in regione, faremmo come Cincinnato e ci ritireremmo nelle ridente frazione di Marino, sgombrando così il campo delle sue ingombrante, politicamente parlando, presenza che è un inibitore al risanamento del centrodestra.

Peggiore situazione della coalizione di Celani è la situazione del Pd ascolano, incapace, anche questa volta dopo 20 anni, di costruire e presentare una vaga idea di centrosinistra. Anche nel partito ascolano del segretario Zingaretti, infatti il problema è il Macchiavellismo di chi è capo del Pd, per scelta ed imposizione dei vertici. La mossa di Frenquellucci poteva essere visto come una volontà di ripetere la mossa (del cavallo) fatta con Allevi nel 1994. Poi, dopo l’articolo di Fiaccarini, ed i conseguenti  rumors su un “inciucio” tra il Pd e Celani, gestiti mediaticamente, in maniera pessima, dalle improvvide dichiarazione del presidente provinciale dell’ANPI ascolano, dal Pd di Porta Maggiore e dall’ex sindaco di Offida, che hanno rafforzato l’idea.

Eppure, nell’interesse della città e, paradossalmente, anche del centrodestra, la presenza di un centrosinistra come potenziale alternativa di governo sarebbe salutare come la pioggia durante un periodo di siccità. Molto probabilmente gli elettori del Pd lo hanno capito, dubitiamo lo abbiano compreso i suoi vertici. Noi ci auguriamo, da avversari politica, ma non da nemici che, presto, arrivi un gruppo di persone che rovescino il tavoli e caccino questi vertici votati alla pura e semplice conservazione dei posti occupati.

Chi ha intercettato la voglia di sinistra è stata la lista capitanata dal candidato sindaco Nardini. Il fatto che sia arrivata molto vicina al risultato di eguagliare il risultato elettorale del Pd non fa che corroborare la nostra analisi, espressa qualche riga fa.

I 5 stelle di Tamburri si confermano essere una forza politica importante, anche se lontano da quella ondata di consensi che li inondò il 4 marzo di un anno fa. Il fatto che sia il primo partito di Ascoli, però, non deve essere visto come un fenomeno passeggero, ma come segno di forte e profondo radicamento, Certamente lo “splendido” isolazionismo cui i pentastellati ascolani sembrano votati non è il miglior viatico per arrivare al governo cittadino, ma alcune delle loro parole d’ordine come innovazione e legalità, è indubbio che abbiano fatto breccia nell’elettorato ed abbiano contaminato anche la coalizione oggi vincente.

Da ultimo il centrodestra che si è riunito sulla persona di Marco Fioravanti, un centrodestra, orfano di Forza Italia, grazie al suo harakiri elettorale, ma a trazione sovranista unita ad una forte presenza di liste civiche. Il sindaco ha definito questa sua vittoria come la “vittoria del popolo” e noi lo registriamo positivamente.

Marco Fioravanti ha saputo fare tesoro della sua sfortunata candidatura del 4 marzo 2018 ed ha saputo far leva su gli argomenti che i suoi detrattori usavano per attaccarlo e denigrarlo. E così “Lu Benz”, il soprannome con cui Marco è conosciuto, è divenuto, il brand distintivo di tutto lo storytelling veritiero della sua vita e della sua candidatura. “Lu Benz” che i suoi detrattori volevano usare come sinonimo di “ragazzo di bottega” poco adeguato sia culturalmente che professionalmente, è divenuto il riassunto di un ragazzo che, da piccolo,  è stato segnato dalla perdita del padre, cresciuto dal nonno e dalla madre, che, fin da adolescente, ha dovuto rimboccarsi le maniche e trovare il modo di lavorare, che, nonostante questi sacrifici, riesce a laurearsi e poi intraprende, con successo, la carriera nelle istituzioni pubbliche.

Quello che poi ha reso esplosiva la formula de “Lu Benz” è stato l’educazione e la misura che il neo sindaco ha usato in tutta la campagna elettorale.

Chapeau, davvero !!!

Adesso, però, per il Sindaco Fioravanti inizia la navigazione, sicuramente incontrerà venti propizi e tempeste avverse e periodi di bonacce. Noi speriamo che riesca, alla fine del suo mandato, a rimettere questa città sulla giusta rotta perché ce n’è assolutamente bisogno.

Per adesso gli auguriamo buona navigazione.

#AscoliFaSchifo

aprile 21st, 2019 § 0 comments § permalink

garbage-2729608_1920E’ più che mai necessario che tutte le energie creative di questa città decidano di uscire dal limbo dorato ed nascosto del loro isolamento.

E’ proprio il “monadismo” , la malattia oscura di Ascoli.

Intendo con “monadismo”, termine mutuato da Liebnitz, quell’ircocervo etico e civile che impedisce alle elites creative di Ascoli di “passare all’azione”.

Quel malcelato senso di superiorità culturale, soprattutto di stampo individualista, che impedisce ai “creativi” do riconoscersi come blocco sociale ed agire di conseguenza.

Quella “superiorità” inutile e passiva che affonda la crescita culturale ed il progresso urbano, producendo afasia e rassegnazione civica.

E’ il paradosso di questa comunità ascolana: la superiorità, disintermediata dalla lamentazione pubbliche e social, diventa rassegnazione, subordinazione ed inazione.

Ascoli Fa Schifo !

Fa schifo perché la sua elite creativa ha abdicato ad essere parte attiva.

Non sta a me dire chi faccia o meno parte di questa elite, non è nemmeno mio compito o volontà mettermi alla guida di questa “lunga marcia”. Non mio compito perché la mia generazione ha la colpa di aver accettato questa situazione.

Abbiamo barattato il nostro “essere incendiari” con una promessa che i nostri genitori, in buona fede, ci hanno fatto: “Tutto andrà per il meglio”

Ci siamo cullati, ci siamo beati di questa promessa, ma non siamo ‘ più capaci di farla e di mantenerla per i nostri figli.

Chiedere scusa e fare finta di niente, magari continuando le nostre lamentazioni sui social, è troppo poco e troppo facile.

E’ necessario che le elite creative diventino una forza storica e civica di creattivi.

Noi della generazione delle promesse scadute possiamo solo schierarci al loro fianco come bravi soldati semplici.

Potremo anche non farlo e continuare a scrivere #AscoliFaSchifo, ma a questo punto scopriremo che ne siamo divenuti parte attiva ed integrante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

bbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbbnnnnn999

Non è da tutti votare per la propria mamma

maggio 24th, 2014 § 0 comments § permalink

Sono davvero pochi i figli che possono avere l’onore di votare per la propria mamma.

A me capiterà domani ed ammetto che sarà una emozione davvero nuova e forte.

Angela Rosa, detta Rosella, Ciriaci è il nome della mia super mamma “elettorale”.

Non vi starò, certamente, a raccontare la sua storia o a magnificare le sue credenze o i suoi valori.

Se vi piace leggere quello che scrivo, sappiate che è stato grazie alla sua educazione ed al suo esempio che sono divenuto quello che sono e quindi quello che scrivo.

Educazione ed esempio.

Un binomio che, in questa fase politica viene dimenticato ed oscurato da un altro binomio: apparenza e astrattismo.

Non è da tutti votare per qualcosa di concreto, non è da tutti votare per la propria mamma, domani il mio voto sarà per l’educazione e l’esempio.

…ma anche per ribadire a mia mamma che  le voglio bene.

p.s.: la Lista dove si candida mia madre è la lista civica “Pensiero Popolare Piceno” a supporto di Guido Castelli sindaco

…purtroppo a livello locale non è possibile fare una lista liberale…

marzo 10th, 2014 § 0 comments § permalink

Chi mi conosce sa che, in tutta la mia vita politica, ho sempre lavorato per poter dar vita ad un movimento liberale (e conservatore) a livello comunale.

Certamente l’ho fatto a mio modo.

Senza cedimenti, senza piaggerie, senza piagnistei, senza clientele e senza annacquare il messaggio di libertà, di sviluppo e di crescita. Magari con crudezza, con cinismo, con poca diplomazia, ma soprattutto con coerenza.

Non ho mai usato la doppia faccia, come sono in realtà, mi sono comportato anche in politica.

Paradossalmente, oggi, che alle Europee finalmente si arriva alla costituzione di una lista dell’Alleanza Liberal-Democratica Europea, sono qua a scrivere che, ad Ascoli, non è possibile costruire un simile raggruppamento.

Non è possibile perché le fondamenta di un tale raggruppamento poggerebbero su un terreno molle, troppo molle.

Anzitutto perché un tale movimento deve avere un orizzonte temporale, per essere solido, molto maggiore delle prossime elezioni comunali.

Un simile orizzonte temporale è troppo lungo se il fine è costituire un comitato elettorale, ma troppo breve se invece si ha, come me, l’ambizione di fare un movimento.

Il secondo motivo ostativo è la coerenza valoriale ed ideologica.

E’ difficile, infatti, pensare di mettersi insieme a persone che in pochi anni sono passati da Rotondi a Casini, passando per Berlusconi e Lombardo, per poi finire a Montezemolo o a una scelta civica senza Monti ?

Difficile, se non impossibile.

In Scelta Civica, infatti, dopo la scissione dei popolari di Mauro e l’abbandono di Monti, c’è un nocciolo di esponenti liberali, come Enrico Zanetti, Benedetto Della Vedova e Pietro Ichino che coerentemente portano avanti l’idea di un rassemblement liberaldemocratico, perché ci credono.

In Ascoli c’è chi sta usando il simbolo di Scelta Civica come un adesivo da mettere su una giacchetta elettorale, destinata ad essere gettata il giorno dopo.

Noi, autenticamente liberali, invece vogliamo metterci in cammino esattamente dal giorno dopo, poichè abbiamo oggi una ambizione molto più grande del partecipare alle prossime elezioni.

Noi vogliamo costruire una Ascoli libera e coraggiosa che non abbia paura di guardare il suo futuro ed esserne non solo all’altezza, ma addirittura superiore.

Una città capace di essere leader nelle Marche sfidante e motivante.

Oggi non ci sono le condizioni per costruire un tale raggruppamento, ovviamente, non appena qualcuno leggerà queste mie parole dirà che la sua lista o il suo candidato rappresenta questo mio sogno.

Non è così.

Ovviamnete parteciperemo alle prossime elezioni comunali ed abbiamo ben chiaro quale sia la scelta migliore per il sindaco.

Ma continueremo a sognare, continueremo a non avere paura  e saremo pronti.

Abbiamo un appuntamento già fissato, e saremo pronti.

Avvoltoi Piceni

febbraio 7th, 2014 § 0 comments § permalink

Carissimi (si fa per dire) profeti di sventura in servizio permanente effettivo,

vi scrivo questo post con il cuore in mano per dirvi una sola cosa:

avete rotto le palle !!!

Sinceramente non ne posso più di sentirvi, becerare tutto il giorno sullo sfascio culturale di Ascoli Piceno.

Sinceramente ne ho pieni gli zebedei delle vostre apocalittiche visioni di sventura, delle vostre catastrofiche profezie di sventura sulla distruzione etica e morale della mia città.

Sinceramente non riesco più a digerire la vostra poltiglia putrida di ciarpame culturale e di politichetta da basso impero.

Sinceramente le mie orecchie non tollerano più il vostro gracchiare, senza senso e senza senno, di una vecchia età dell’oro passata e idealizzata  ed una fallace e falsa promessa di rinascita etica, culturale ed economica.

Non è vero che tutto qui sia merda, ma a voi piace dipingerla così perché, coprofagicamente, vi piace rotolarvici dentro.

Vi piace, siamo sinceri una buona volta, affrescare con toni bui e pesti dei vostri mancati sogni di gloria anche il cielo degli altri.

Vi piace trascinare gli altri nei vostri abissi di depravazione e depressione intellettuale, per chiuderli nel nanismo de vostri piccoli orizzonti.

Voi senza volto, se non quella della mediocrità.

Voi senza voce, se non quella dell’invidia.

Avete davvero rotto le palle, e mi spiace anche avervi dedicato questo post…


Cosa stai leggendo?

Avvoltoi Piceni su Fabrizio Cipollini.